Critical Wine 2010

Sabato 13 e domenica 14 novembre al Laboratorio sociale occupato autogestito Buridda (via Bertani 1) appuntamento con Terra e libertà/ Critical Wine, la fiera indipendente del vino e dei suoi poeti, giunta quest’anno alla sesta edizione.

Due giorni di degustazioni di vino, birra e prodotti della terra con 38 produttori provenienti da tutt’Italia. Chi entra riceve un calice nel quale può versare tutto quello che preferisce. I visitatori sono accompagnati nelle scelte dai consigli e dai suggerimenti dei produttori, in modo da poter assaporare il vino con una maggior consapevolezza di ciò che si beve.
È una maniera diversa di approcciarsi al bere: non solo, come tanti giovani fanno, per sballarsi, ma per assaporarne il gusto e la qualità.

La manifestazione è aperta a un pubblico di tutte le età: ragazzi, famiglie, adulti e proprietari di locali e bar, che con Critical Wine possono scoprire prodotti diversi da servire ai loro clienti.

 Critical Wine non è solo vino, ma anche un momento di incontro per parlare di come l’essere umano possa ritornare alla natura, in sintonia con l’ambiente e con la terra che lo nutre.

Sabato 13 novembre, ore 20, gli abitanti di Pescomaggiore, in provincia dell’Aquila, raccontano come, attraverso forme di autoproduzione dal basso, stiano uscendo dall’emergenza terremoto. Alcuni residenti hanno costruito con le loro mani un Ecovillaggio formato da sette abitazioni in legno e paglia, totalmente autosufficienti dal punto di vista energetico, che danno da vivere a ventidue famiglie. La comunità si è organizzata senza attendere il progetto-case del governo, che avrebbe provocato l’esodo e la fine della realtà del paese. 

Un’altra testimonianza viene dalla Ragnatela: cinquanta produttori campani, che una volta al mese occupano uno spazio Taz (zona temporaneamente autonoma), in cui creano La Fiera della Soluzioni Immaginarie. Si tratta di un mercato, che vuole essere punto di incontro tra produttori e consumatori, senza le tante intermediazioni del sistema. La loro rete è una proposta concreta per un’agricoltura diversa, che privilegi non solo i rapporti sociali, ma anche la riscoperta del piacere e il gusto.